Le Tre Moire

Le Tre Moire

Le tre Moire, divenute le Parche romane, identificano tre entità che gestiscono il destino del mortale, diventando esse stesse il destino, però divisibile in tre categorie. Da non confondere con i vari “cicli” della vita nella concezione culturale greca, ma piuttosto le dobbiamo immaginare come l’idea “etica” di uno sfondo immutabile e gestito secondo leggi e funzioni ben precise, nonostante la loro oscura natura. Infatti, “Cloto” fila la vita da un principio non citato, Lachesi fissa la sorte dell’individuo mortale (in un contesto e un’etica da analizzare più ampiamente a seconda dei vari collegamenti con la dea Tyche o Ananke (…) ), mentre Atropo ha il compito più semplice, nonchè per noi scontato; tagliare il filo al momento opportuno, il nome di questa figura infatti significa “immutabile, in nessun modo se non questo”. Per me la più importante da un punto di vista etico è Lachesi, che vedete al centro della tela, con il fuoco della vita in testa, mentre armeggia con il cavo uscito da una dimensione nera o se volete confusa come la pubertà, con al centro una galassia lontana, rimasta indietro come l’attimo della nascita sfuggito a Cloto. Le Moire sono uno dei tanti modi che i greci avevano per pensare alla misura del nostro libero arbitrio. Nostro, ovviamente, in qualità di genere umano.

Dimensioni

50 x 70/cm

Tecnica

mixedmedia su cartone telato